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giovedì 4 luglio 2013
sabato 8 giugno 2013
La musica sacra nel Rinascimento
1- Il Cinquecento è il periodo della massima espansione territoriale di Venezia che controlla ora tutti i traffici con l'Oriente. Un secolo luminoso nella vita della Repubblica, testimoniato da una straordinaria fioritura artistica.
2- Nella ricca Repubblica veneziana le arti, e fra esse la musica, hanno il compito di rappresentare lo splendore del doge, del governo che egli impersona e dell'intera città.
3- La processione della reliquia del santo patrono in piazza S. Marco è uno degli eventi più importanti e solenni della vita di Venezia. Tutti i cittadini vi partecipano. Festeggiamenti religiosi e profani si alternano, occupando l'intero arco della giornata.
4- Dentro S. Marco esistono due organi, uno di fronte all'altro, presso i quali si sistemano due cori.
5- La cappella musicale esistente presso S.Marco è davvero ricca e importante: essa comprende due organisti, trenta cantori rinomati per la loro bravura e il gruppo degli archi e dei fiati cui si aggiungono, nelle occasioni importanti, i suonatori di tamburo e i famosi sei trombettieri del doge.
6- Sei suonatori di trombe d'argento precedono il doge in tutte le cerimonie, civili, e religiose, per annunciarne l'arrivo.
7- Il maestro della cappella di S.Marco ha il compito di partecipare a tutte le cerimonie, religiose e civili e di comporre musica sacra e profana. Una musica che rispecchia il fasto e la gioia di vivere della Repubblica veneta.
VENEZIA E LA MUSICA
A Venezia le cerimonie sacre cominciano in piazza San Marco, centro della vita civile e religiosa: come avete scoperto ascoltando i brani in apertura di unità, i cittadini vi arrivano richiamati dal suono delle campane. Tamburi e trombe annunciano l'arrivo del doge e il suo ingresso nella basilica. Gli strumenti sono parte essenziale anche della musica eseguita durante la celebrazione della Messa: l'organo sottolinea il passaggio fra i diversi momenti del rito e, insieme agli archi e ai fiati, accompagna il coro che canta il Gloria, creando un'atmosfera brillante e sfarzosa. L'ultima parte del Gloria presenta addirittura un insolito metro ternario che, con il suo andamento danzante, invita alla festa e alla gioia. La musica sacra composta dai maestri veneziani del Cinquecento, come Andrea Gabrieli e suo nipote Giovanni è polifonica, cioè cantata da più voci che eseguono contemporaneamente melodie diverse. I giochi di botta e risposta fra le varie voci danno vita a una musica solenne e festosa, che ben si addice a una Repubblica ricca e indipendente, che difende gelosamente la propria gioia di vivere e la propria autonomia.
ROMA NEL CINQUECENTO
Potenza economica di tutto rispetto, la Chiesa governa nel Cinquecento su campagne e città e tratta alla pari con i sovrani delle altre nazioni. Molti pittori, scultori, architetti e musicisti giungono a Roma da tutte le parti d'Italia, attratti da una grande richiesta di artisti. L'arte che qui si crea è austera e solenne, adatta a celebrare la magnificenza di un Dio potente, padrone dei destini di ciascuno e superiore a ogni umana debolezza.
LA SCUOLA ROMANA
Strettamente legata alla liturgia priva di accompagnamento musicale e polifonica: queste sono le caratteristiche più evidenti della musica sacra che si esegue a Roma nel Cinquecento. Al contrario di quella veneziana, la musica sacra romana e del tutto diversa da quella profana. La Chiesa romana ha infatti già da tempo separato il clero dai laici, i sacerdoti dai fedeli: diverse le funzioni, il ruolo, le abitudini di vita e la partecipazione alla vita religiosa. Durante la Messa un coro specializzato interviene in pochi momenti precisi. I compositori al servizio della Chiesa hanno il compito di rendere solenne e maestoso il rito religioso: la polifonia si complica e le voci (sono sei nel brano di Palestrina) danno vita a un intreccio affascinante ma difficile da seguire; il testo, cantato in latino secondo l'uso della Chiesa è spesso del tutto incomprensibile. D'altronde già da qualche secolo si sono affermate le lingue volgari e il latino è una lingua sconosciuta alla popolazione.
2- Nella ricca Repubblica veneziana le arti, e fra esse la musica, hanno il compito di rappresentare lo splendore del doge, del governo che egli impersona e dell'intera città.
3- La processione della reliquia del santo patrono in piazza S. Marco è uno degli eventi più importanti e solenni della vita di Venezia. Tutti i cittadini vi partecipano. Festeggiamenti religiosi e profani si alternano, occupando l'intero arco della giornata.
4- Dentro S. Marco esistono due organi, uno di fronte all'altro, presso i quali si sistemano due cori.
5- La cappella musicale esistente presso S.Marco è davvero ricca e importante: essa comprende due organisti, trenta cantori rinomati per la loro bravura e il gruppo degli archi e dei fiati cui si aggiungono, nelle occasioni importanti, i suonatori di tamburo e i famosi sei trombettieri del doge.
6- Sei suonatori di trombe d'argento precedono il doge in tutte le cerimonie, civili, e religiose, per annunciarne l'arrivo.
7- Il maestro della cappella di S.Marco ha il compito di partecipare a tutte le cerimonie, religiose e civili e di comporre musica sacra e profana. Una musica che rispecchia il fasto e la gioia di vivere della Repubblica veneta.
VENEZIA E LA MUSICA
A Venezia le cerimonie sacre cominciano in piazza San Marco, centro della vita civile e religiosa: come avete scoperto ascoltando i brani in apertura di unità, i cittadini vi arrivano richiamati dal suono delle campane. Tamburi e trombe annunciano l'arrivo del doge e il suo ingresso nella basilica. Gli strumenti sono parte essenziale anche della musica eseguita durante la celebrazione della Messa: l'organo sottolinea il passaggio fra i diversi momenti del rito e, insieme agli archi e ai fiati, accompagna il coro che canta il Gloria, creando un'atmosfera brillante e sfarzosa. L'ultima parte del Gloria presenta addirittura un insolito metro ternario che, con il suo andamento danzante, invita alla festa e alla gioia. La musica sacra composta dai maestri veneziani del Cinquecento, come Andrea Gabrieli e suo nipote Giovanni è polifonica, cioè cantata da più voci che eseguono contemporaneamente melodie diverse. I giochi di botta e risposta fra le varie voci danno vita a una musica solenne e festosa, che ben si addice a una Repubblica ricca e indipendente, che difende gelosamente la propria gioia di vivere e la propria autonomia.
ROMA NEL CINQUECENTO
Potenza economica di tutto rispetto, la Chiesa governa nel Cinquecento su campagne e città e tratta alla pari con i sovrani delle altre nazioni. Molti pittori, scultori, architetti e musicisti giungono a Roma da tutte le parti d'Italia, attratti da una grande richiesta di artisti. L'arte che qui si crea è austera e solenne, adatta a celebrare la magnificenza di un Dio potente, padrone dei destini di ciascuno e superiore a ogni umana debolezza.
LA SCUOLA ROMANA
Strettamente legata alla liturgia priva di accompagnamento musicale e polifonica: queste sono le caratteristiche più evidenti della musica sacra che si esegue a Roma nel Cinquecento. Al contrario di quella veneziana, la musica sacra romana e del tutto diversa da quella profana. La Chiesa romana ha infatti già da tempo separato il clero dai laici, i sacerdoti dai fedeli: diverse le funzioni, il ruolo, le abitudini di vita e la partecipazione alla vita religiosa. Durante la Messa un coro specializzato interviene in pochi momenti precisi. I compositori al servizio della Chiesa hanno il compito di rendere solenne e maestoso il rito religioso: la polifonia si complica e le voci (sono sei nel brano di Palestrina) danno vita a un intreccio affascinante ma difficile da seguire; il testo, cantato in latino secondo l'uso della Chiesa è spesso del tutto incomprensibile. D'altronde già da qualche secolo si sono affermate le lingue volgari e il latino è una lingua sconosciuta alla popolazione.
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La musica sacra nel Medioevo
1- Nel Medioevo la chiesa non è solo la casa di Dio. E' anche il luogo d'incontro dei fedeli. In essa l'intero popolo vive i momenti più significativi della propria esistenza, qui si reca per trovare il senso della vita del singolo e della comunità, per ascoltare i sermoni del predicatore che descrive premi e castighi che ognuno riceverà nell'aldilà.
2- In questo periodo la vita ultraterrena è considerata più importante della vita terrena: quest'ultima infatti è ritenuta priva di importanza rispetto a ciò che aspetta il buon cristiano quando, dopo la morte, passa a "miglior vita". Ed è proprio questo disinteresse per la vita terrena ciò che si esprime nell'architettura sacra di quel periodo e più in generale nell'arte, musica compresa.
3- Le chiese, le abbazie, i monasteri eretti nel Medioevo, dal VI al XII secolo, sono costruzioni piuttosto severe, prive di decorazioni e capaci di generare ancora oggi a chi le osserva impressioni di semplicità e solidità.
4- L'edificio sacro ha il compito primario di ricordare la presenza di Dio nella storia degli uomini e di attirare l'attenzione verso il messaggio divino. E' dunque semplice e austero per favorire la concentrazione del fedele nella preghiera-
5- Nel Medioevo la musica è un elemento molto importante nella preghiera e nella meditazione: essa accompagna ogni momento della liturgia, cioè l'insieme delle cerimonie e dei riti collettivi che scandiscono la vita religiosa. In breve tempo si sviluppa un importante repertorio di melodie destinate a questo scopo e la musica sacra acquista un ruolo di primo piano rispetto a quella profana.
6- Nelle biblioteche di monasteri e abbazie i monaci amanuensi copiano le opere delle civiltà antiche, redigono nuovi libri, studiano e trascrivono in preziosi manoscritti le melodie dei canti sacri. Oltre che un luogo di preghiera, l'abbazia è dunque anche un importante centro di sviluppo culturale.
IL CANTO GREGORIANO
Durante tutto il Medioevo all'interno di chiese e abbazie risuona il canto gregoriano, vale a dire la musica con la quale si esprime la religiosità dei fedeli nei primi secoli della cristianità. La parola cantata ha infatti una grande importanza nella vita liturgica dell'epoca: essa accompagna la preghiere elevate nei vari momenti della giornata, la celebrazione della Messa e altri riti della liturgia cristiana.
LE FUNZIONI DEL CANTO GREGORIANO
Le caratteristiche di semplicità e severità di questa musica, oltre a esprimere la concezione di una fede altrettanto semplice, austera e priva di incertezze, consentono al canto gregoriano di svolgere altre importanti funzioni, quali:
- rendere solenne e autorevole il testo sacro, allo scopo di conferire maestosità e dignità alla preghiera;
- garantire la comprensibilità delle parole cantate, consentendo a tutti i fedeli di proclamare insieme i testi dell liturgia;
- favorire la concentrazione, aiutando i fedeli ad accogliersi nella riflessione e nella meditazione;
- sviluppare il senso di comunione permettendo alla comunità dei fedeli, per il fatto stesso di cantare tutti insieme, di sentirsi profondamente unita dalla stessa fede.
SCHOLAE CANTORUM
Col trascorrere dei secoli il canto gregoriano si arricchisce e diventa via via più complesso. Diversamente dai primi canti che i fedeli potevano eseguire facilmente, in seguito il canto sacro richiede esecutori sempre più abili, capaci di memorizzare melodie più lunghe e più difficili. A questo scopo nascono le scholae cantorum ( scuole specializzate nella formazione dei cantori) e la scrittura neumatica, un sistema i segni che permette di ricordare con maggior precisione la direzione delle melodie da cantare. la specializzazione richiesta nell'esecuzione musicale diventa dunque sempre maggiore come maggiore diviene la separazione tra i celebranti e l'assemblea dei fedeli, ai quali non resta che ascoltare ammirati la musica che celebra il Dio della cristianità.
2- In questo periodo la vita ultraterrena è considerata più importante della vita terrena: quest'ultima infatti è ritenuta priva di importanza rispetto a ciò che aspetta il buon cristiano quando, dopo la morte, passa a "miglior vita". Ed è proprio questo disinteresse per la vita terrena ciò che si esprime nell'architettura sacra di quel periodo e più in generale nell'arte, musica compresa.
3- Le chiese, le abbazie, i monasteri eretti nel Medioevo, dal VI al XII secolo, sono costruzioni piuttosto severe, prive di decorazioni e capaci di generare ancora oggi a chi le osserva impressioni di semplicità e solidità.
4- L'edificio sacro ha il compito primario di ricordare la presenza di Dio nella storia degli uomini e di attirare l'attenzione verso il messaggio divino. E' dunque semplice e austero per favorire la concentrazione del fedele nella preghiera-
5- Nel Medioevo la musica è un elemento molto importante nella preghiera e nella meditazione: essa accompagna ogni momento della liturgia, cioè l'insieme delle cerimonie e dei riti collettivi che scandiscono la vita religiosa. In breve tempo si sviluppa un importante repertorio di melodie destinate a questo scopo e la musica sacra acquista un ruolo di primo piano rispetto a quella profana.
6- Nelle biblioteche di monasteri e abbazie i monaci amanuensi copiano le opere delle civiltà antiche, redigono nuovi libri, studiano e trascrivono in preziosi manoscritti le melodie dei canti sacri. Oltre che un luogo di preghiera, l'abbazia è dunque anche un importante centro di sviluppo culturale.
IL CANTO GREGORIANO
Durante tutto il Medioevo all'interno di chiese e abbazie risuona il canto gregoriano, vale a dire la musica con la quale si esprime la religiosità dei fedeli nei primi secoli della cristianità. La parola cantata ha infatti una grande importanza nella vita liturgica dell'epoca: essa accompagna la preghiere elevate nei vari momenti della giornata, la celebrazione della Messa e altri riti della liturgia cristiana.
LE FUNZIONI DEL CANTO GREGORIANO
Le caratteristiche di semplicità e severità di questa musica, oltre a esprimere la concezione di una fede altrettanto semplice, austera e priva di incertezze, consentono al canto gregoriano di svolgere altre importanti funzioni, quali:
- rendere solenne e autorevole il testo sacro, allo scopo di conferire maestosità e dignità alla preghiera;
- garantire la comprensibilità delle parole cantate, consentendo a tutti i fedeli di proclamare insieme i testi dell liturgia;
- favorire la concentrazione, aiutando i fedeli ad accogliersi nella riflessione e nella meditazione;
- sviluppare il senso di comunione permettendo alla comunità dei fedeli, per il fatto stesso di cantare tutti insieme, di sentirsi profondamente unita dalla stessa fede.
SCHOLAE CANTORUM
Col trascorrere dei secoli il canto gregoriano si arricchisce e diventa via via più complesso. Diversamente dai primi canti che i fedeli potevano eseguire facilmente, in seguito il canto sacro richiede esecutori sempre più abili, capaci di memorizzare melodie più lunghe e più difficili. A questo scopo nascono le scholae cantorum ( scuole specializzate nella formazione dei cantori) e la scrittura neumatica, un sistema i segni che permette di ricordare con maggior precisione la direzione delle melodie da cantare. la specializzazione richiesta nell'esecuzione musicale diventa dunque sempre maggiore come maggiore diviene la separazione tra i celebranti e l'assemblea dei fedeli, ai quali non resta che ascoltare ammirati la musica che celebra il Dio della cristianità.
giovedì 11 aprile 2013
giovedì 24 gennaio 2013
La musica nell'epoca barocca
Il termine musica barocca indica una categorizzazione della musica composta nel XVII secolo e nella prima metà del XVIII secolo, che la fa corrispondere alla diffusione del barocco nell'arte.
La festa barocca
Nell'epoca barocca l'aspetto celebrativo è talmente importante che a corte si fa festa un giorno su tre. Incoronazioni, nozze, nascite, vittorie militari, trattati di pace e altri eventi ancora sono accompagnati da celebrazioni solenni e fastose.
Le feste dell'epoca barocca sono colossali spettacoli sonori e visivi destinati a tutte le classi sociali. Esse alternano riti religiosi a riti civili, su uno sfondo costante di musiche, suoni e rumori: la musica è tra le insegne più appariscenti della regalità. Ai Te Deum e agli Alleluja che risuonano nelle chiese, fanno eco nelle strade le musiche per banda che accompagnano cortei e processioni; nelle piazze e nei giardini concerti vocali o strumentali si alternano a mascherate, a giochi cavallereschi e a spettacoli teatrali.
Tutti questi intrattenimenti hanno un carattere nobile e grandioso, perché devono esprimere lo splendore del re. Ciò spiega il carattere solenne delle musiche composte per queste circostanze e le differenze, sempre più ridotte, tra il repertorio sacro e quello profano.
Destinate a riti civili o religiosi, alla preghiera o al divertimento, le musiche della festa barocca sono tutte ugualmente imponenti e fastose, capaci di coinvolgere intensamente gli ascoltatori, di suscitarne affetti ed emozioni.
Nuovi strumenti e stile barocco
L'uso di un'orchestra di grandi dimensioni è un elemento di notevole attrazione per il pubblico della festa barocca: in queste circostanze il numero degli strumenti può arrivare sino a un centinaio e molto forte è il fascino esercitato dalle possenti sonorità di trombe, timpani e dalla compatta massa degli archi.
La presenza di molti contrasti (di ritmo, intensità, velocità ecc.) e i frequenti passaggi virtuosistici tengono viva l'attenzione e rappresentano ulteriori motivi d'interesse; così come il dialogo tra gruppi strumentali diversi, che crea suggestivi effetti di spazialità sonora.
E' evidente che le delicate atmosfere sonore dell'epoca rinascimentale sono molto lontane e che la musica si è profondamente trasformata. Gli strumenti tipici del Rinascimento lasciano il posto ad altri strumenti più evoluti, come il flauto traverso, l'oboe, il fagotto, la tromba e soprattutto il violino, attorno al quale si organizza l'orchestra moderna. La musica strumentale conosce infatti un considerevole sviluppo in questo periodo.
Nell'epoca barocca, inoltre, il numero degli artigiani che si dedicano alla costruzione e al perfezionamento tecnico degli strumenti si moltiplica: primi fra tutti i liutai, nelle cui botteghe nascono liuti, violini, viole e violoncelli di grande valore.
Tecnicamente più agili e brillanti, i nuovi strumenti sono in grado di riempire tutti gli spazi della scena barocca con sonorità piene e grandiose, adatte sia ai vasti spazi aperti che ai ricchi interni di chiese o regge; inoltre essi sono capaci di un'espressività intensa, simile a quella della voce, di cui riproducono sfumature e inflessioni (come il tremolio e il vibrato negli archi) e da cui ereditano la capacità di commuovere e incantare.
Dal gusto tutto barocco per la decorazione e per gli "effetti spettacolari" nasce così un nuovo stile musicale, ricco di contrasti accentuati e di elementi che si alternano e si combinano in una grande varietà di modi. Alla definizione di questo stile contribuisce il lavoro di un numero cospicuo di musicisti assai diversi per provenienza e tradizioni musicali: tra loro spiccano i nomi di Jean-Baptiste Lully, Antonio Vivaldi, Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Haendel.
Il concerto grosso
Un nuovo modo di organizzare la musica, basato sulle regole dell'alternanza e del contrasto, dà vita al concerto grosso, la più importante forma strumentale dell'epoca barocca. Spesso articolato in tre movimenti (Allegro-Adagio-Allegro), esso è caratterizzato da uno stile esecutivo costituito sul dialogo tra l'intera orchestra (tutti) e un gruppo ristretto di strumenti (solo o concertino). Questo stile, detto concertante, favorisce la realizzazione di varie forme di alternanza e opposizione: forte/piano, vicino/lontano, soli/tutti, lento/veloce, maggiore/minore ecc.
Musica pubblica e musica privata
La corte barocca consolida la funzione celebrativa e pubblica della musica. Per far fronte alle molteplici occasioni in cui è previsto l'addobbo sonoro della musica, in Francia il Re Sole ha addirittura al proprio servizio 200 musicisti, tra i quali figurano i celebri 24 violini del re, che costituiscono la prima orchestra d'archi stabile di tutta Europa. Tutta via la vita musicale di una reggia non è fatta solo di celebrazioni ufficiali. Esistono anche momenti più intimi accompagnati dalla presenza della musica. Ad esempio durante la toilette mattutina del re, quando un complesso strumentale suona; oppure durante il pranzo, l'ora del tè o dei giochi di carte, la cena e altri piccoli intrattenimenti, privi di carattere ufficiale. Non va poi dimenticata la prassi, ormai stabilmente diffusa, del far musica per diletto. Di queste diverse funzioni si trova traccia in un repertorio il cui stile è totalmente opposto a quello solenne e grandioso della musica pubblica. Lo stile della musica privata è meno appariscente, più colto e raffinato, orientato perciò all'ascolto attento e consapevole di un pubblico più competente.
La festa barocca
Nell'epoca barocca l'aspetto celebrativo è talmente importante che a corte si fa festa un giorno su tre. Incoronazioni, nozze, nascite, vittorie militari, trattati di pace e altri eventi ancora sono accompagnati da celebrazioni solenni e fastose.
Le feste dell'epoca barocca sono colossali spettacoli sonori e visivi destinati a tutte le classi sociali. Esse alternano riti religiosi a riti civili, su uno sfondo costante di musiche, suoni e rumori: la musica è tra le insegne più appariscenti della regalità. Ai Te Deum e agli Alleluja che risuonano nelle chiese, fanno eco nelle strade le musiche per banda che accompagnano cortei e processioni; nelle piazze e nei giardini concerti vocali o strumentali si alternano a mascherate, a giochi cavallereschi e a spettacoli teatrali.
Tutti questi intrattenimenti hanno un carattere nobile e grandioso, perché devono esprimere lo splendore del re. Ciò spiega il carattere solenne delle musiche composte per queste circostanze e le differenze, sempre più ridotte, tra il repertorio sacro e quello profano.
Destinate a riti civili o religiosi, alla preghiera o al divertimento, le musiche della festa barocca sono tutte ugualmente imponenti e fastose, capaci di coinvolgere intensamente gli ascoltatori, di suscitarne affetti ed emozioni.
Nuovi strumenti e stile barocco
L'uso di un'orchestra di grandi dimensioni è un elemento di notevole attrazione per il pubblico della festa barocca: in queste circostanze il numero degli strumenti può arrivare sino a un centinaio e molto forte è il fascino esercitato dalle possenti sonorità di trombe, timpani e dalla compatta massa degli archi.
La presenza di molti contrasti (di ritmo, intensità, velocità ecc.) e i frequenti passaggi virtuosistici tengono viva l'attenzione e rappresentano ulteriori motivi d'interesse; così come il dialogo tra gruppi strumentali diversi, che crea suggestivi effetti di spazialità sonora.
E' evidente che le delicate atmosfere sonore dell'epoca rinascimentale sono molto lontane e che la musica si è profondamente trasformata. Gli strumenti tipici del Rinascimento lasciano il posto ad altri strumenti più evoluti, come il flauto traverso, l'oboe, il fagotto, la tromba e soprattutto il violino, attorno al quale si organizza l'orchestra moderna. La musica strumentale conosce infatti un considerevole sviluppo in questo periodo.
Nell'epoca barocca, inoltre, il numero degli artigiani che si dedicano alla costruzione e al perfezionamento tecnico degli strumenti si moltiplica: primi fra tutti i liutai, nelle cui botteghe nascono liuti, violini, viole e violoncelli di grande valore.
Tecnicamente più agili e brillanti, i nuovi strumenti sono in grado di riempire tutti gli spazi della scena barocca con sonorità piene e grandiose, adatte sia ai vasti spazi aperti che ai ricchi interni di chiese o regge; inoltre essi sono capaci di un'espressività intensa, simile a quella della voce, di cui riproducono sfumature e inflessioni (come il tremolio e il vibrato negli archi) e da cui ereditano la capacità di commuovere e incantare.
Dal gusto tutto barocco per la decorazione e per gli "effetti spettacolari" nasce così un nuovo stile musicale, ricco di contrasti accentuati e di elementi che si alternano e si combinano in una grande varietà di modi. Alla definizione di questo stile contribuisce il lavoro di un numero cospicuo di musicisti assai diversi per provenienza e tradizioni musicali: tra loro spiccano i nomi di Jean-Baptiste Lully, Antonio Vivaldi, Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Haendel.
Il concerto grosso
Un nuovo modo di organizzare la musica, basato sulle regole dell'alternanza e del contrasto, dà vita al concerto grosso, la più importante forma strumentale dell'epoca barocca. Spesso articolato in tre movimenti (Allegro-Adagio-Allegro), esso è caratterizzato da uno stile esecutivo costituito sul dialogo tra l'intera orchestra (tutti) e un gruppo ristretto di strumenti (solo o concertino). Questo stile, detto concertante, favorisce la realizzazione di varie forme di alternanza e opposizione: forte/piano, vicino/lontano, soli/tutti, lento/veloce, maggiore/minore ecc.
Musica pubblica e musica privata
La corte barocca consolida la funzione celebrativa e pubblica della musica. Per far fronte alle molteplici occasioni in cui è previsto l'addobbo sonoro della musica, in Francia il Re Sole ha addirittura al proprio servizio 200 musicisti, tra i quali figurano i celebri 24 violini del re, che costituiscono la prima orchestra d'archi stabile di tutta Europa. Tutta via la vita musicale di una reggia non è fatta solo di celebrazioni ufficiali. Esistono anche momenti più intimi accompagnati dalla presenza della musica. Ad esempio durante la toilette mattutina del re, quando un complesso strumentale suona; oppure durante il pranzo, l'ora del tè o dei giochi di carte, la cena e altri piccoli intrattenimenti, privi di carattere ufficiale. Non va poi dimenticata la prassi, ormai stabilmente diffusa, del far musica per diletto. Di queste diverse funzioni si trova traccia in un repertorio il cui stile è totalmente opposto a quello solenne e grandioso della musica pubblica. Lo stile della musica privata è meno appariscente, più colto e raffinato, orientato perciò all'ascolto attento e consapevole di un pubblico più competente.
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Videoclip
Il videoclip (o music video) è un prodotto televisivo altamente professionale e dai costi produttivi enormi. Le case produttrici di musica pop sanno bene che un video ben azzeccato può ripagare ampiamente con le vendite del disco corrispondente. Questo perché negli anni i video musicali si sono dimostrati straordinari veicoli promozionali per dischi.
Per avere la prova dell'efficacia pubblicitaria del videoclip, basta fare riferimento a quanto accaduto nel lontano 1982 al disco Thriller di Michael Jackson, forse il primo grande personaggio a intuire la potenzialità di questo mezzo di comunicazione. Di questa canzone si erano già vendute tre milioni di copie: lo straordinario successo riscosso dal video uscito un anno dopo spinse le vendite all'incredibile cifra di 104 milioni di dischi!
Appare quindi evidente la natura essenzialmente commerciale del videoclip: esso esiste perché l'industria discografica ha scelto questo canale per dare visibilità alle nuove canzoni e per promuovere la vendita del compact disc.
Perché questo accade? Quali sono le ragioni del fascino che i videoclip esercitano soprattutto sui teenager? Le risposte possibili sono tante: forse perché i videoclip possono essere trasmessi ripetutamente dalla televisione; o forse perché un filmato originale e ben "confezionato" è in grado di valorizzare anche una musica scadente; oppure, ancora, perché nel videoclip è possibile presentare anche il look del cantante, che sappiamo quanta parte giochi nella popolarità di quest'ultimo e quindi nel consumo della musica.
Immagine e creatività
Madonna, Eminem e, più recentemente, Avril Lavigne o Rihanna sono solo alcune delle tante pop star il cui successo è inscindibilmente legato ai videoclip. E' davvero difficile indicare un cantante o un gruppo di successo che non debba in gran parte la propria popolarità a uno o più video azzeccati. Questo avviene perché con i videoclip l'attenzione dei consumatori si sposta dalla musica al personaggio, che finisce per essere il vero oggetto della promozione, prima ancora del disco. In ultima analisi, si può affermare che il protagonista del videoclip non è quasi mai la musica, bensì il cantante, o meglio il suo aspetto fisico, le sue movenze e il suo abbigliamento, mentre le capacità vocali e musicali passano quasi sempre in secondo piano.
Nonostante ciò, bisogna riconoscere ai videoclip anche positivi meriti artistici, se è vero che la loro innovativa e frenetica tecnica visiva ha orientato la pubblicità e il cinema negli ultimi decenni.
Inoltre la prospettiva di realizzare un video, a parere di svariati musicisti, stimola la creatività degli artisti, influenzando la composizione stessa delle canzoni: queste nascono quindi non più solo per essere ascoltate, ma anche per "essere viste", dando vita così a un genere musicale a sé stante.
Vari tipi di videoclip
Come avviene nel campo della pubblicità televisiva, anche per un video musicale la difficoltà maggiore è quella di farsi notare nella gran massa di prodotti analoghi trasmessi ogni giorno da decine di emittenti televisive. Si cerca allora di stupire e di distinguersi dagli altri: con la musica, certo, ma anche scegliendo un linguaggio visivo che colpisca la fantasia del telespettatore. Nonostante questa ricerca di originalità, è però possibile riconoscere alcune categorie o tipi ricorrenti di videoclip. Proviamo ora a elencarne i principali.
Infine, è importante notare come spesso i videoclip mescolano i tipi elencati utilizzando svariate tecniche contemporaneamente e passando da una situazione all'altra attraverso il flashback (interruzione del racconto per rievocare episodi precedenti), sovrapposizioni di immagini, dissolvenze incrociate, accelerazioni e slow motion (scene al rallentatore) e quant'altro ancora.
Videostorie
I video più frequenti sono senz'altro quelli narrativi, cioè che raccontano una storia, non necessariamente quella esposta dal testo della canzone. Nella maggioranza dei casi, in questi videoclip è coinvolto il cantante (o il gruppo), a volte come attore della vicenda narrata, altre volte come moderno cantastorie che commenta da "esterno" le immagini. Più raramente il cantante non appare affatto, lasciando spazio ad attori professionisti.
Videoconcerti
Altro caso molto frequente è quello di video che ci mostrano il cantante in concerto o in sala di registrazione: la situazione illustrata apparentemente è realistica, ma anche qui si tratta di abili ricostruzioni e montaggi, tesi a presentarci il protagonista sempre eccezionale e sicuro di sé.
Videodanza
Spesso il video è imperniato su un balletto, una danza o comunque un'azione coreografica che ne è il motivo di attrazione principale. In questi casi il più delle volte alla danza partecipa in prima persona l'interprete stesso della canzone, ma anche questa non è una regola: vi sono numerosi video in cui tutti ballano tranne il cantante.
Videoelettronici
Un tipo di videoclip interessante, ma più raro, è quello che si basa interamente su effetti elettronici, senza necessariamente seguire un filo narrativo logico. In questi casi veniamo attratti, oltre che dalla canzone, proprio dalla spettacolarità e dalla fantasia degli effetti impiegati, dai colori, dalla velocità del montaggio.
Videofilm
Quando la canzone presentata fa parte della colonna sonora di un film, allora sono le immagini di quest'ultimo a costituire l'ossatura del videoclip, magari con l'inserimento di brevi sequenze che ci mostrano il cantante. Questi video, a dir la verità, sembrano dare per scontato che si sia già visto il film e non sono autonomi rispetto a esso: prova ne è che chi vede le immagini per la prima volta fatica a trovare il senso complessivo del video stesso.
Videocartoon
Cartoni animati e videoclip è un connubio che si realizza abbastanza spesso. In questi casi è facile che il cartone sia di tipo sperimentale (niente manga o disney, tanto per intenderci) e applichi tecniche grafiche e narrative originali. E' possibile anche che il cantante venga inserito nel cartoon, ovviamente nella sua versione disegnata.
Per avere la prova dell'efficacia pubblicitaria del videoclip, basta fare riferimento a quanto accaduto nel lontano 1982 al disco Thriller di Michael Jackson, forse il primo grande personaggio a intuire la potenzialità di questo mezzo di comunicazione. Di questa canzone si erano già vendute tre milioni di copie: lo straordinario successo riscosso dal video uscito un anno dopo spinse le vendite all'incredibile cifra di 104 milioni di dischi!
Appare quindi evidente la natura essenzialmente commerciale del videoclip: esso esiste perché l'industria discografica ha scelto questo canale per dare visibilità alle nuove canzoni e per promuovere la vendita del compact disc.
Perché questo accade? Quali sono le ragioni del fascino che i videoclip esercitano soprattutto sui teenager? Le risposte possibili sono tante: forse perché i videoclip possono essere trasmessi ripetutamente dalla televisione; o forse perché un filmato originale e ben "confezionato" è in grado di valorizzare anche una musica scadente; oppure, ancora, perché nel videoclip è possibile presentare anche il look del cantante, che sappiamo quanta parte giochi nella popolarità di quest'ultimo e quindi nel consumo della musica.
Immagine e creatività
Madonna, Eminem e, più recentemente, Avril Lavigne o Rihanna sono solo alcune delle tante pop star il cui successo è inscindibilmente legato ai videoclip. E' davvero difficile indicare un cantante o un gruppo di successo che non debba in gran parte la propria popolarità a uno o più video azzeccati. Questo avviene perché con i videoclip l'attenzione dei consumatori si sposta dalla musica al personaggio, che finisce per essere il vero oggetto della promozione, prima ancora del disco. In ultima analisi, si può affermare che il protagonista del videoclip non è quasi mai la musica, bensì il cantante, o meglio il suo aspetto fisico, le sue movenze e il suo abbigliamento, mentre le capacità vocali e musicali passano quasi sempre in secondo piano.
Nonostante ciò, bisogna riconoscere ai videoclip anche positivi meriti artistici, se è vero che la loro innovativa e frenetica tecnica visiva ha orientato la pubblicità e il cinema negli ultimi decenni.
Inoltre la prospettiva di realizzare un video, a parere di svariati musicisti, stimola la creatività degli artisti, influenzando la composizione stessa delle canzoni: queste nascono quindi non più solo per essere ascoltate, ma anche per "essere viste", dando vita così a un genere musicale a sé stante.
Vari tipi di videoclip
Come avviene nel campo della pubblicità televisiva, anche per un video musicale la difficoltà maggiore è quella di farsi notare nella gran massa di prodotti analoghi trasmessi ogni giorno da decine di emittenti televisive. Si cerca allora di stupire e di distinguersi dagli altri: con la musica, certo, ma anche scegliendo un linguaggio visivo che colpisca la fantasia del telespettatore. Nonostante questa ricerca di originalità, è però possibile riconoscere alcune categorie o tipi ricorrenti di videoclip. Proviamo ora a elencarne i principali.
Infine, è importante notare come spesso i videoclip mescolano i tipi elencati utilizzando svariate tecniche contemporaneamente e passando da una situazione all'altra attraverso il flashback (interruzione del racconto per rievocare episodi precedenti), sovrapposizioni di immagini, dissolvenze incrociate, accelerazioni e slow motion (scene al rallentatore) e quant'altro ancora.
Videostorie
I video più frequenti sono senz'altro quelli narrativi, cioè che raccontano una storia, non necessariamente quella esposta dal testo della canzone. Nella maggioranza dei casi, in questi videoclip è coinvolto il cantante (o il gruppo), a volte come attore della vicenda narrata, altre volte come moderno cantastorie che commenta da "esterno" le immagini. Più raramente il cantante non appare affatto, lasciando spazio ad attori professionisti.
Videoconcerti
Altro caso molto frequente è quello di video che ci mostrano il cantante in concerto o in sala di registrazione: la situazione illustrata apparentemente è realistica, ma anche qui si tratta di abili ricostruzioni e montaggi, tesi a presentarci il protagonista sempre eccezionale e sicuro di sé.
Videodanza
Spesso il video è imperniato su un balletto, una danza o comunque un'azione coreografica che ne è il motivo di attrazione principale. In questi casi il più delle volte alla danza partecipa in prima persona l'interprete stesso della canzone, ma anche questa non è una regola: vi sono numerosi video in cui tutti ballano tranne il cantante.
Videoelettronici
Un tipo di videoclip interessante, ma più raro, è quello che si basa interamente su effetti elettronici, senza necessariamente seguire un filo narrativo logico. In questi casi veniamo attratti, oltre che dalla canzone, proprio dalla spettacolarità e dalla fantasia degli effetti impiegati, dai colori, dalla velocità del montaggio.
Videofilm
Quando la canzone presentata fa parte della colonna sonora di un film, allora sono le immagini di quest'ultimo a costituire l'ossatura del videoclip, magari con l'inserimento di brevi sequenze che ci mostrano il cantante. Questi video, a dir la verità, sembrano dare per scontato che si sia già visto il film e non sono autonomi rispetto a esso: prova ne è che chi vede le immagini per la prima volta fatica a trovare il senso complessivo del video stesso.
Videocartoon
Cartoni animati e videoclip è un connubio che si realizza abbastanza spesso. In questi casi è facile che il cartone sia di tipo sperimentale (niente manga o disney, tanto per intenderci) e applichi tecniche grafiche e narrative originali. E' possibile anche che il cantante venga inserito nel cartoon, ovviamente nella sua versione disegnata.
sabato 17 novembre 2012
giovedì 8 novembre 2012
giovedì 25 ottobre 2012
La musica nella pubblicità
La colonna sonora di uno spot è parte integrante del suo successo e, soprattutto, della sua maggiore o minore efficacia. La funzione musicale nella pubblicità non è di banale aderenza alle immagini, siano esse televisive o stampate, bensì di connotazione, per dotarle di un differente spessore non puramente descrittivo. Ogni campagna pubblicitaria ci offre un indicatore della quotidianità straordinario, dei modi di comunicare e di sentire. La musica ne diventa la principale modalità espressiva; il binomio musica-pubblicità rappresenta, pertanto, la condivisione dello stesso territorio emozionale ed onirico, della nevrotica attuale tendenza estetizzante di ogni attività dell'uomo. Esso si serve inoltre di un linguaggio rapido e incisivo, ma allo stesso tempo altamente deperibile, bisognoso quindi di un rinnovo continuo. Le composizioni utilizzate nei differenti spot sono, di conseguenza, innumerevoli e costituiscono una formula ormai collaudata che fa da sempre le fortune di artisti e pubblicitari. Le musiche, infatti, non servono soltanto ai prodotti pubblicizzati, ma spesso e volentieri agli interpreti o autori delle canzoni. Molti sono gli esempi in cui una canzone di una pubblicità ha spalancato poi le porte del successo di un disco, oltre che al prodotto stesso, che identificato in quella canzone, ha un rimando automatico ed immediato nel nostro inconscio.
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sabato 20 ottobre 2012
martedì 18 settembre 2012
martedì 21 agosto 2012
Gigi D'Alessio "Chiaro"
AMO QUESTA CANZONE *---*
TESTO:
E’ pura sensazione
la avverto come se
scoppiasse il mondo adesso
E’ tutto un pò scontato
niente ormai ci da allegri
è tutto programmato.
Chiaro
come neve che si scioglie
al sole stai bagnando tu
le nostre pene e continui
a dire che va bene
e la noia ci fa stare insieme
Va a distruggere le nostre sere
Ma continui a dire che va bene.
Senza un lamento
ti sorrido ma nascondo il pianto
noi vicini ma lontani dentro
e la voce muta di un tormento
ferma il tempo in ogni suo momento
Io non so perchè restiamo insieme ma tu dici ancora che va bene!!
Chissà se parlo al vento
nel chiederti perchè
continua a starmi accanto
vorrei ma no nvorrei
scoprire che tra noi
non c’è mai stato niente
Chiaro
come neve che si scioglie
al sole stai bagnando tu
le nostre pene e continui
a dire che va bene
e la noia ci fa stare insieme
Va a distruggere le nostre sere
Ma continui a dire che va bene
Senza un lamento
ti sorrido ma nascondo il pianto
noi vicini ma lontani dentro
e la voce muta di un tormento
ferma il tempo in ogni suo momento
Io non so perchè restiamo insieme ma tu dici ancora che va bene!!
E’ pura sensazione ma avverto come se scoppiasse il mondo adesso.
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sabato 9 giugno 2012
Gigi D'Alessio "Quanti amori"
Ti potrei raccontare
mille storie finite
dove s'era giurato amore x eternità
ma e' bastato uno sguardo nuovo
x capire che sotto il cielo
c'e' qualcuno che ha voglia di carezze come te...
ti potrei raccontare
che un amico sta male
ha un problema di cuore puoi guarirlo
solo tu
ma mi sembra sleale
sono io che sto male
ho un bisogno vitale di restare qui con te
quanti amori nascono cosi...
arrivano
come quei venti caldi d'africa del nord
e riscaldano tutto il freddo chiuso dentro te
e ti lasciano crescere decidere
quanti amori nascono cosi
ti prendono
e non c'e' modo di poter scappare via
anke le ns mani ormai si stringono di piu
e ci sanno convincere di quanto amore c'e'
passeremo le ore
a cantare canzoni
che descrivono l'emozione come nascera
non lasciarti frenare
qlk dubbio e' normale
c'e' qualcuno che a proprio le tue stesse affinita
quanti amori nascono cosi...
arrivano
come quei venti caldi d'africa del nord
e riscaldano tutto il freddo chiuso dentro te
e ti lasciano crescere decidere
nei desideri nascosti che ho
io voglio una vita divisa con te
regalati un sogno stasera anche tu se vuoi di piu
non puoi nasconderti
quanto amori nascono da qui
accettami
forse era scritto che doveva andar cosi
scriveremo parole nuove
il tamburo sara il tuo cuore
la mia voce piu forte ti canterà
mille storie finite
dove s'era giurato amore x eternità
ma e' bastato uno sguardo nuovo
x capire che sotto il cielo
c'e' qualcuno che ha voglia di carezze come te...
ti potrei raccontare
che un amico sta male
ha un problema di cuore puoi guarirlo
solo tu
ma mi sembra sleale
sono io che sto male
ho un bisogno vitale di restare qui con te
quanti amori nascono cosi...
arrivano
come quei venti caldi d'africa del nord
e riscaldano tutto il freddo chiuso dentro te
e ti lasciano crescere decidere
quanti amori nascono cosi
ti prendono
e non c'e' modo di poter scappare via
anke le ns mani ormai si stringono di piu
e ci sanno convincere di quanto amore c'e'
passeremo le ore
a cantare canzoni
che descrivono l'emozione come nascera
non lasciarti frenare
qlk dubbio e' normale
c'e' qualcuno che a proprio le tue stesse affinita
quanti amori nascono cosi...
arrivano
come quei venti caldi d'africa del nord
e riscaldano tutto il freddo chiuso dentro te
e ti lasciano crescere decidere
nei desideri nascosti che ho
io voglio una vita divisa con te
regalati un sogno stasera anche tu se vuoi di piu
non puoi nasconderti
quanto amori nascono da qui
accettami
forse era scritto che doveva andar cosi
scriveremo parole nuove
il tamburo sara il tuo cuore
la mia voce piu forte ti canterà
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